Thailandia, possibile nuovo taglio ai prezzi del carburante: benzina e diesel potrebbero scendere ancora

La Thailandia valuta un nuovo taglio ai prezzi del carburante di oltre 2 baht al litro. Benzina e diesel potrebbero scendere già nei prossimi giorni.

Thailandia, possibile nuovo taglio ai prezzi del carburante: benzina e diesel potrebbero scendere ancora

La Thailandia potrebbe vedere un nuovo calo dei prezzi di benzina e diesel già nei prossimi giorni. Il ministro dell’Energia, Akanat Promphan, ha infatti lasciato intendere che il governo sta valutando una seconda riduzione dei margini di raffinazione, con un impatto stimato di oltre 2 baht al litro sui prezzi alla pompa.

La misura arriva dopo un primo intervento adottato a marzo, che aveva già portato a una riduzione di 2,14 baht per litro sui carburanti venduti al dettaglio. Ora le autorità stanno lavorando a un nuovo aggiustamento, con l’obiettivo di alleggerire il costo della vita per famiglie e lavoratori.

Secondo quanto spiegato dal ministro, gli uffici competenti stanno analizzando i costi reali di raffinazione per definire un nuovo margine più aderente alla situazione attuale. Tra il 1° e il 15 aprile, il margine medio sarebbe salito fino a circa 15 baht al litro, contro poco più di 7 baht al litro registrati a marzo. Un aumento che il ministro ha definito anomalo e fuori dall’ordinario.

Per affrontare la questione, è stata convocata una riunione del Comitato per l’amministrazione della politica energetica, da cui potrebbe uscire il nuovo assetto dei prezzi. Se approvate, le nuove tariffe potrebbero entrare in vigore già da giovedì.

Nel calcolo del nuovo margine verranno inclusi diversi fattori che hanno inciso sui costi nelle prime settimane di aprile, tra cui i premi per il rischio guerra, le spese di trasporto e quelle assicurative. Nonostante questo, il governo ritiene possibile arrivare a una riduzione superiore ai 2 baht per litro.

Il dibattito sui carburanti si è acceso anche tra i consumatori, soprattutto dopo che i prezzi di riferimento del mercato di Singapore sarebbero diminuiti di circa il 20%, mentre in Thailandia il calo dei prezzi al dettaglio è apparso molto più contenuto. Su questo punto, Akanat ha richiamato l’attenzione sulla situazione del fondo petrolifero thailandese.

Durante la fase di forti rincari internazionali, il fondo è stato usato massicciamente per contenere l’impatto sui prezzi interni, accumulando debiti superiori a 60 miliardi di baht. Anche se oggi le uscite giornaliere si sono ridotte drasticamente — passando da oltre 2 miliardi di baht al giorno a circa 100 milioni — il governo sostiene che eventuali tagli dei prezzi debbano essere introdotti in modo graduale, per non compromettere la stabilità del fondo stesso.

Nel frattempo, sul fronte della sicurezza marittima, le autorità thailandesi hanno intensificato i controlli contro le attività illegali nelle acque del Paese. La portavoce del governo, Rachada Dhnadirek, ha dichiarato che il primo ministro Anutin Charnvirakul ha ordinato un rafforzamento delle operazioni contro il contrabbando.

Tra febbraio e aprile, i sequestri hanno portato al recupero di oltre 335.000 litri di carburante illegale, oltre a gasohol, più di 1,2 tonnellate di infiorescenze di cannabis e altri beni illeciti. Le indagini hanno inoltre fatto emergere anomalie in 20 spedizioni di petrolio, con una perdita complessiva stimata in circa 57 milioni di litri.

Secondo gli investigatori, alcune imbarcazioni avrebbero spento i sistemi automatici di identificazione e avrebbero effettuato trasferimenti di carico da nave a nave in mare aperto per evitare i controlli. Il caso è ora seguito anche dal Dipartimento per le indagini speciali.

Sempre nelle stesse ore, il ministero degli Esteri thailandese ha reso noto che una delle due navi della Siam Cement Group rimaste bloccate nello Stretto di Hormuz ha potuto riprendere il viaggio in sicurezza, grazie al coordinamento diplomatico avviato dalle autorità.

La questione dei prezzi del carburante resta quindi centrale in Thailandia, in un momento in cui il governo cerca di bilanciare il sostegno ai consumatori, la sostenibilità del fondo petrolifero e le tensioni che continuano a influenzare i mercati energetici internazionali.

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *